17 errori grammaticali che un Copywriter non dovrebbe mai commettere

Oggi voglio farti scoprire gli errori più comuni che un copywriter non deve mai, mai e poi mai commettere se il suo lavoro è DAVVERO quello di scrivere.

Esatto, per un copywriter scrivere è un lavoro. Da svolgere al meglio.

Il copywriter ha il compito di sedersi alla scrivania, prendere carta e penna e buttar giù le sue fantastiche idee creative per far vendere un nuovo paio di scarpe. O meglio, tante paia di scarpe!

Detta così potrebbe non essere poi tanto entusiasmante. Ma pensa che, ancor prima che un lavoro, quella del copywriter dovrebbe essere una vocazione!

Perciò da lui certi errori grammaticali non me li aspetto.

A parte le conoscenze base della grammatica italiana, senza le quali un copywriter non fa tanta strada, esistono certe locuzioni o strutture che ci lasciano sempre con il dubbio. E prima o poi l’errore arriva.

Fidati, è inutile credere ciecamente nel correttore automatico, quell’infido strumento del diavolo. Prenditi 2 minuti per leggerti questo post e segnati come dovresti comportarti davanti a questi banalissimi casi di incertezza grammaticale!

Qual’è o Qual è

Qual è
XQual’è

Partiamo dalle cose più facili. Non scrivere mai qual’è. Si scrive qual è, senza apostrofo. Come ricorda Treccani, in questo caso non c’è elisione ma troncamento. Quindi va senza apostrofo. Easy!

Ricordati, anche qual era si scrive senza apostrofo, invece qual’erano si scrive con l’apostrofo, perché viene da quali erano, con elisione di quali.

Perché o Perchè?

Perché
XPerchè

Perché vuole sempre l’accento acuto. Quindi un copywriter che si rispetti dovrebbe sempre scriverlo con l’accento rivolto verso destra, l’accento acuto appunto.

accento acuto (´) – usato nelle vocali é, ó con suono chiuso;
accento grave (`) – usato nelle vocali à, è, ì, ò, ù con suono aperto.
Ecco altri casi di parole che si scrivono correttamente con accento acuto:

  • Poiché
  • Finché
  • Purché
  • Sicché
  • Allorché
  • Cosicché
  • Nonché
  • Giacché
  • Dopodiché

E, è o é?

è
Xé

La lettera E, provoca dei grandi fraintendimenti nell’uso dell’italiano. In realtà è più un dubbio di scrittura che di comunicazione verbale. Sarebbe sufficiente fare questa distinzione:

  • Congiunzione (senza accento): quando devi unire due frasi o due parole, usa la lettera e senza nessun accento. Mi piace lavorare al mattino e fare sport al pomeriggio.
  • Verbo (con accento grave): quando usi la terza persona singolare del verbo essere, devi scrivere è, con l’accento grave. Luca è diventato papà!

Scrivere é con l’accento acuto è un errore grammaticale. Non esiste in italiano. La terza persona singolare del verbo essere va scritta sempre con accento grave, anche quando è MAIUSCOLA. Evita di scrivere E’ (e maiuscola + apostrofo). Vuoi un metodo facile e veloce per scrivere è maiuscola senza troppe complicazioni?

Tastiera PC Windows: digita ALT + 212
Tastiera Mac Apple:
digita ALT + SHIFT + e

Anzi, ti lascio qui sotto una tabella pratica per scrivere tutte le vocali accentate in maiuscolo. Vale solo per PC.

A maiuscola accento graveÀAlt + 0192
E maiuscola accento acutoÉAlt + 144
E maiuscola accento graveÈAlt + 212
I maiuscola accentataÌAlt + 222
O maiuscola accentataÒAlt + 22
U maiuscola accentataÙAlt + 0217
A accento circonflessoÂAlt + 0194
A tildeÃAlt + 0195
A dieresiÄAlt + 0196
E accento circonflessoÊAlt + 210
E dieresiËAlt + 211
I accento circonflessoÎAlt + 215
I dieresiÏAlt + 216
O accento circonflessoÔAlt + 226
O tildeÕAlt + 229
O dieresiÖAlt + 153
U accento circonflessoÛAlt + 234
U dieresiÜAlt +154

o Po’

Po’
X

Non scrivere con la O accentata. Si scrive po’ con l’apostrofo. Perché? Stesso motivo visto sopra: deriva da un troncamento della parola poco. E l’apostrofo è usato per segnalare graficamente la caduta di una o più lettere in un parola. Facile anche questo!

Se, Sé o Se’?

X

La grafia apostrofata se’ NON è corretta in nessun caso. L’uso di se può implicare l’uso di accento acuto o senza accento. Da qui non si scappa. I casi che ti possono capitare sono questi:

  • Se (senza alcun accento) – è una congiunzione ipotetica, introduce un periodo dell’incertezza. Non l’avrei mai fatto se avessi saputo come sarebbe finita.
  • pronome riflessivo alla terza persona singolare.
    Chi fa da sé fa per tre
    Di per sé
    Va da sé

Puntini di sospensione

X……..

I punti di sospensione, a meno che non ti riferisci a quelli della patente, sono SEMPRE e SOLO 3. Quando hai bisogno di trasmettere incertezza, allusione, dubbio, è inutile pigiare dieci, cento, mille volte il tasto del punto. Sempre e solo tre. Bastano e avanzano per far capire la tua suspense!

E ricordati che i 3 punti di sospensione vanno sempre scritti dopo l’ultima parola che li precede. Inseriti alla fine di una frase, la frase successiva inizia con lettera maiuscola. Rosso di sera…

Soprattutto o Sopratutto?

Soprattutto
XSopratutto

Anche in questo caso, Treccani viene in nostro soccorso. La forma corretta è soprattutto a causa del raddoppiamento sintattico: quando la consonante iniziale di una parola si raddoppia nella pronuncia (in questo caso anche nella grafia). Nonostante molti credano che siano corrette entrambe le forme, l’uso di sopratutto è da considerarsi scorretto, ed è dovuto all’influenza di forme come dopotutto, oltretutto ecc.

Ed, od, ad

Stiamo parlando dell’uso della eufonica. Ovvero come scrivere una congiunzione o una preposizione davanti a una parola che inizia per vocale. Quando si scrive ed, od, ad? Per farla breve, dite a tutti quelli che vi rompono le scatole con questa storia, che NON ESISTE una regola grammaticale.

L’uso della d legata a congiunzioni o preposizioni, nei casi come ed ecco, ad andare, ecc. è rimessa alla volontà del copywriter. Pensate che Manzoni si rifiutava tassativamente si usare la d eufonica in ogni caso che gli si presentava! L’uso della d eufonica è “consigliato” per rendere più dolce il suono della lettura.

Sarebbe meglio non usarla quando la vocale iniziale della parola seguente è diversa: a esempio, e io, o anche; non usarla nemmeno quando, pur essendo la vocale iniziale della parola seguente la stessa, vi sia nei dintorni un’altra d a dar noia all’orecchio: a Adamo, e educato, o odore.

Ne, Nè, Né e N’è?

X

Il termine ne può richiedere l’accento – o non richiederlo – a seconda dei casi in cui viene utilizzato:

  • si usa quando ha un’accezione negativa. Tecnicamente è una congiunzione copulativa. Si usa SEMPRE e SOLO con accento acuto. Ad esempio: Non voglio né burro, né marmellata!
  • Ne viene usato come pronome (personale o partitivo) o come avverbio (di luogo).
  • N’è ovvero ne + è, verbo essere.

Quello su cui puoi essere certo, è che ne non si scrive mai con l’accento grave e non si scrive mai con l’apostrofo. Errori da evitare come la peste, come direbbe la miglior maestra delle elementari!

Daccordo o d’accordo

D’accordo
XDaccordo

Quando ti trovi in accordo con una persona o un pensiero, devi scrivere d’accordo. Sono d’accordo con te! La preposizione di subisce elisione prima del sostantivo accordo.

Piuttosto che

Il piuttosto che è un grande classico. Ormai esistono evoluzioni creative del piuttosto che, che hanno superato anni luce i migliori creator su TikTok.

Gli scienziati stanno ancora studiando il fascino nascosto che si cela dietro a questo stupidissimo avverbio: due insulse parole che servono semplicemente a indicare una cosa che si preferisce rispetto a un’altra. Stop!

Preferisco andare in bici piuttosto che in automobile. Questo è un uso corretto del piuttosto che.

Non so ancora dire se provo repulsione o compassione per quelli che trasformano il “piuttosto che” in “e” o a un “oppure”. Ad esempio: Non so ancora se andare in bici, piuttosto che in auto, piuttosto che a piedi. NO!

Per favore, fate pace con il piuttosto che. Non vi ha mai fatto niente di male.

Centra o C’entra?

C’entra
XCentra

Ci entra o non ci entra l’apostrofo? La forma corretta va sempre con l’apostrofo, come: che c’entra? e non c’entra!

Ma quello che lascia perplessi nell’uso di c’entra, sono le forme verbali coniugate in tempi diversi. Ad esempio, si dice Non vedo cosa possa centrare o c’entrare ? In questo caso, senza dubbio, si usa l’apostrofo. È molto semplice, basta ricostruire l’infinito del verbo che si intende utilizzare nella frase:

  1. C’entrare: deriva da entrare, quindi trovare posto, avere attinenza con qualcuno o qualcosa.
  2. Centrare: colpire nel centro, cogliere, individuare.

Capisci che i due verbi hanno un significato molto diverso tra loro e difficilmente si sovrappongono.


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Apposta o A posta

Apposta
XA posta

Un copywriter (così come ogni altro italiano) dovrebbe scrivere Non l’ho fatto apposta o a posta? Qui il gioco è molto semplice: meglio scrivere apposta. Apposta nasce dall’unificazione grafica di due o più elementi distinti in una sola parola.

Anche in questo caso, è Manzoni ne I Promessi Sposi a farsi carico della scelta tra le due opzioni. Usuare una o l’altra non è propriamente sbagliato, ma se scrivi a posta, oltre che utilizzare una forma desueta, potresti riferirti al luogo fisico in cui si pagano bollettini o si spediscono i pacchi.

Da o dà

Sono due locuzioni verbali ben distinte. Da è una preposizione semplice. Ti ricordi quella filastrocca che ti facevano imparare alle scuole elementari? Di, a, da, in, con su, per, tra, fra. È lei!

(con accento grave – dovresti aver capito la differenza tra accento grave e acuto!) è la terza persona singolare del presente indicativo del verbo dare. Vai dal cameriere che ti dà il resto! Quindi scrivi dà quando stai utilizzando il verbo, facile!

Be’, beh, bhé? Bho!

Be’
XBhe
Boh
XBho

Non è un concerto di pecore!

errori grammaticali che un Copywriter non dovrebbe mai commettere facile web marketing beh
Be’, beh, bhé !!!

Be’ è la forma troncata della parola “bene”. Per questo motivo, si scrive sempre con l’apostrofo (e non con l’accento). Quando invece si deve esprimere stupore, va scritto beh, con l’h che segue la “e”. In nessun caso va scritto con l’ “h” in mezzo o con la “e” accentata.

Va be’, è andata così.
Bhe, ci è andata bene anche così!

Per quanto riguarda la parola boh, è una forma di esclamazione colloquiale che esprime incertezza e incredulità. Proprio perché è utilizzata nelle forme verbali, a meno che tu non sita scrivendo un dialogo, ti consiglio di usarla il meno possibile.

La forma corretta da usare è “boh”, ma non tutti sanno che si può scrivere anche nella forma “bo”, nonostante sia meno diffusa. Le forme “bho” e “bo’” sono considerate totalmente scorrette.

I numeri si scrivono in cifra o in lettere?

La scrittura dei numeri in cifra o in lettere è un problema di stile, non di grammatica.

L’uso dei numeri anziché delle lettere, in genere, va riservato per quei tipi di comunicazione di carattere scientifico, statistico o matematico. Tuttavia nessuno potrà mai farti notare che è un errore scrivere, ad esempio: “Mi è piaciuto fare 4 chiacchiere con te”.

Semplicemente, esiste una consuetudine secondo la quale, quando ci sono particolari esigenze di esattezza scientifica, e vogliamo comunicare un pensiero o raccontare un fatto, lo stile della scrittura preferisce la fluidità delle lettere alla fatica di interpretare cifre e numeri.

Il Congiuntivo

È proprio necessario parlare dell’uso del congiuntivo? Lo so, apro brutalmente una ferita che non vuole rimarginarsi. Il congiuntivo è il tallone d’Achille per tanti italiani. Che siano copywriter, studenti o professionisti di qualsiasi tipo.

Quanti strafalcioni sentiamo ogni giorno anche, e soprattutto, in televisione? “L’importante è che hai superato l’esame”, “Io credo che non c’è alcun dubbio”, e chi più ne ha più ne metta. Perché succede questo?

A quanto dice l’Accademia della Crusca, il congiuntivo – soprattutto nelle forme verbali – è sostituito ERRONEAMENTE dalle forme del verbo all’indicativo. Gli italiani lo trovano molto più facile da digerire. Tu che dici? Soffri anche tu di problemi digestivi?

Ora, non mi sogno minimamente di farti una lezione grammaticale sull’uso del congiuntivo. Esistono testi scolastici e magari anche qualche sito più adatto del mio blog per farlo. Ma potrebbe esserti d’aiuto:

I tempi del congiuntivo

SempliceComposto
Presente Che io arriviPassato Che io sia arrivato
Imperfetto Che io arrivassiTrapassato Che io fossi arrivato

Quando si usa?

  • In frasi indipendenti, quando vuoi esprimere dubbio, incertezza o desiderio
  • In frasi dipendenti (o subordinate) per indicare dubbio, incertezza o desiderio
  • Quando nella frase principale ci sono espressioni come Pensare che, credere che, immaginare che, supporre che, ecc.
  • Dopo pronomi indefiniti come chiunque, qualunque, dovunque

Quando si elabora un testo, un titolo, uno slogan, può capitare che la fretta o l’abitudine faccia incappare in qualche errore grammaticale che può compromettere l’efficacia del messaggio. Capita anche ai migliori copywriter di finire nella rete dei più comuni errori grammaticali della lingua italiana.

Ci sono altri errori grammaticali che un copywriter non dovrebbe commettere?

Segnalameli! Li aggiungerò alla lista.

Un refuso, un piccolo errore di battitura, può capitare a chiunque scriva. Che sia sul web o sulla carta stampata. Certo, il lavoro di un editor o di un correttore di bozze, per il copywriter dovrebbe essere come avere al suo fianco un fidato scudiero.

Ma non sempre è così. E poi, diciamolo, ci sono errori ed errori, e quelli grammaticali di certo non passano inosservati. Oltretutto, in alcuni casi dovresti cavartela da solo. E questo blog post ti aiuta a farlo alla grande!

Alcuni più di altri sono molto frequenti e capita spesso di incontrarli durante la lettura. Certi vi faranno sorridere, altri un po’ meno (forse perché sono capitati spesso anche a voi), ma abbiamo qui una lista dei 30 svarioni grammaticali più comuni. Ne sconsigliamo la visione ai deboli di cuore e ai fanatici della grammatica.

Una scrittura corretta è condicio sine qua non se vuoi renderla lo strumento principale del tuo lavoro. Non è solo questione di presentarsi al meglio se stai cercando lavoro.

Certo, un copywriter che presenta un CV con qualche errore di grammatica o battitura, non fa proprio una buona prima impressione. Magari controlla se in quello che hai scritto, c’è qualcosa che può essere corretto grazie a questi consigli!


Ti ringrazio per la lettura di questo articolo, ti chiedo solo un ultimo favore!

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