Non sono antisemita. Ho un'etica.

Amo la storia. Amo ripercorrere le sue pagine ricche di insegnamenti.

Troppe volte ci viene detto che la storia insegna. E troppe volte l’uomo preferisce calpestare gli insegnamenti che la storia propone.

Con ingenuità mi chiedo cosa facevano gli uomini che tra il 1933 e il 1945 sapevano dell’internamento degli ebrei nei campi di concentramento ma hanno scelto di continuare a vivere la vita di tutti i giorni. Ciascuno di loro avrà avuto le sue ragioni per assecondare i fatti del tempo. Così come ciascuno di noi oggi ha le sue ragioni per proseguire dritto davanti all’orrore che si consuma in Medio Oriente.

Tutti hanno una rata, un muto, un affitto da pagare. Tutti hanno un parente anziano da assistere, un figlio da accudire, un genitore a cui badare. Un cane da portar fuori a fare pipì, un gatto a cui comperare i croccantini. Un weekend da organizzare, un regalo da scegliere per il fidanzato. Una cena da preparare dopo ore e ore di duro lavoro e una storia Instagram da postare per non affossare l’algoritmo.

Nel mentre i drammi della società ci scivolano addosso e nel giro di qualche mese si trasformano in genocidi. A cosa serve l’Intelligenza Artificiale se non riusciamo a utilizzare le nostre menti per pensare seriamente a un futuro migliore per tutti noi?

Qui non si tratta di politica. Si tratta di etica. Proviamo ad aprire gli occhi e parlarne in maniera costruttiva per quel poco che ciascuno di noi può fare. Se ti va, parliamone insieme.

Ti auguro una buona giornata.